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Tavolo fratino

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Il tavolo fratino


Premessa

Il tavolo fratino, che risale all'alto Medioevo ed era in origine un piano appoggiato su due basi fissate al pavimento o su due cavalletti, ha avuto negli anni diverse trasformazioni. Il piano (mensa) era asportabile e di grandi dimensioni, mentre i supporti sono stati uniti col tempo tra loro attraverso un robusto traverso così da formare un telaio. Per garantire l'asportabilità del tutto il traverso entra nei supporti laterali con tenoni passanti bloccati esternamente da cunei. Col ridimensionamento delle case il fratino è diventato sempre di più una piccola copia. Si potrebbe dire oggi che il tavolo fratino non è un modello ben preciso, ma una miscela di stili molto essenziali che troviamo in copie e rifacimenti dei tavoli dei refettori rinascimentali.


Il progetto

La realizzazione del fratino richiede solo sei incastri, tutti a tenone e mortasa ed otto viti per fissare il piano. I tenoni che uniscono i piedi ai montanti sono bloccati con due cunei interni ognuno. Per semplificare la costruzione tutti i pezzi sono composti da tavole di abete di ugual spessore, 4,3 cm, solo i piedini sono spessi 1 cm. Scegliamo un legno di abete di qualità, con pochissimi nodi, per dare eleganza al tavolo stesso.

Le tavole che costituiscono il piano potrebbero essere semplicemente incollate, ma il risultato non sarebbe certo dei migliori, allora possiamo optare per l'unione con i "biscotti", lamelline di legno che inserite in apposite scanalature realizzate sullo spessore delle assi, garantiscono un perfetto allineamento ed una maggiore tenuta.

Vi sono semplici apparecchi elettrici in grado di realizzare questo tipo di unioni. Le tavole vengono poi incollate e tenute in pressione con morsetti, al termine si passa la levigatrice per spianare i piccoli dislivelli.

La realizzazione della mortasa può essere effettuata nella maniera tradizionale, ossia eseguendo quattro fori con il trapano agli angoli della stessa e togliendo la parte interna aiutandosi con un seghetto alternativo. Occorre, però, allargare leggermente la parte esterna della mortasa per accogliere il tenone allargato dai cunei.

I tagli che si effettueranno sul tenone per l'inserimento dei cunei non devono arrivare in fondo al tenone, ma è sufficiente che siano un po' più lunghi dei cunei stessi.Questi è bene che siano di legno duro per evitare che si possano rompere durante l'inserimento.

L'incastro del traverso con le gambe presenta minori difficoltà: basta tagliare i tenoni ed i rispettivi fori per il cuneo esterno prima di sagomare il tarverso. In questo modo sarà più facile squadrare i tenoni.

Il piano è fissato con due viti per ciascun listello di sostegno. I fori pilota da eseguire in questi ultimi è bene che siano in realtà delle asole allungate per permettere l'espansione del piano durante il cambiamento delle stagioni, pena ritrovarselo spaccato in breve tempo.

La finitura può essere effettuata con dell'olio e della cera d'api.

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Vuoi pubblicare una tua personale realizzazione ? invia una email a info@il-legno.it con gli allegati del progetto che hai realizzato (immagini, descrizione del progetto, disegno con le dimensioni ecc ).

Note : il materiale inviato non viene restituito e la eventuale pubblicazione è soggetta al controllo di un team di esperti che valuterà i vari aspetti del progetto, compreso gli eventuali requisiti di sicurezza.


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