Piccolo glossario di termini relativi al restauro di
un mobile
In questa pagina sono elencati in ordine alfabetico
alcuni termini usati generalmente nell'ambito di un restauro. Quelli che
necessitano di ulteriori approfondimenti hanno un link ad una pagina dedicata.
Acqua
ossigenata: definita anche perossido d'idrogeno. Viene prevalentemente
impiegata in operazioni di sbiancamento e decolorazione e presenta
anche il vantaggio di decomporsi spontaneamente in acqua ed ossigeno.
E' presente in diverse concentrazioni espresse in "volumi".
Acquaragia
Derivata dalla distillazione
del petrolio si usa solitamente per "pulire i pennelli".
Ha difficoltà a solubilizzare le resine, mentre agisce facilmente
su grassi, bitumi, cere e paraffine. E' buona norma pulire sempre
i pennelli dopo averli usati per non essere costretti ad acquistarne
di nuovi in continuazione.
Alcool
Prodotto facilmente
reperibile in commercio da usare come solvente per la gommalacca
oppure da miscelare con due parti di essenza
di trementina per ottenere un composto valido per la pulizia
leggera di un mobile senza ricorrere a metodi più forti come
l'ammoniaca o gli sverniciatori.
Da usare per protezione
su un mobile nuovo o per disinfestazione su di uno antico. Va spennellato
il liquido su tutte le superfici, sarebbe ideale costruire una camera
stagna, magari con dei fogli di nylon, in cui mettervi il mobiletto
con un prodotto antitarlo in una vaschetta affinché evaporando
possa penetrare ulteriormente nel legno ed attendere 10 giorni.
Per far prima basta limitarsi a spennellare il liquido sul manufatto
e "siringarlo" nei fori creati dai tarli.
Bagnomaria
Metodo
per cuocere, riscaldare o sciogliere una sostanza a temperatura
costante senza porla a diretto contatto con il fuoco. Si inserisce
un recipiente in cui vi è la sostanza da riscaldare in un
altro più grande riempito d'acqua fino a metà circa,
posto questo sulla fiamma. In questo modo non si oltrepassa mai
la temperatura di 100 gradi.
Barattoli
Fondamentali. Sono
utilissimi per conservare vernici, gommalacca, tamponi, terre colorate,
gesso, stucchi e tanto altro. Etichettarli possibilmente per non
sbagliare prodotto e riporli sempre ordinati in appositi armadietti
o mensole, non a portata di bambini!
Bolo
Sostanza argillosa
che si trova in commercio in varie colorazioni. Permette di trattenere
la foglia d'oro con molta aderenza. Si prepara mettendo della colla
di coniglio molto diluita in un barattolino aggiungendo il bolo
in giusta quantità. Si deve ottenere una soluzione liquida
a tal punto da coprire il bianco del gesso senza lasciare pennellate
troppo pastose. Vedi anche la pagina relativa al restauro
di una cornice in legno.
Carta vetrata
Foglio
ricoperto da minuscoli frammenti cristallini, naturali o artificiali,
che a seconda della loro dimensione rendono il foglio più
o meno ruvido. Più alta è la numerazione impressa
più fine è la carta e migliore risulta la finitura.
Si arriva anche a carte vetrate di numerazione 1000. Da usare per
sgrossare, levigare, pulire una superficie in legno.
Prodotto naturale che
sciolto con piccole quantità di cera di Carnauba ed essenza
di trementina è in grado di conferire al mobile una finitura
calda e soffusa.
Adesivo acrilico comunemente
detto "adesivo a presa rapida". E' noto per la caratteristica
di fare presa rapidamente mediante una rapida polimerizzazione.
L'adesivo, avendo bassa viscosità, non ha potere riempitivo
per cui le superfici da incollare devono combaciare perfettamente.
Affinché il processo adesivo sia rapido è indispensabile
apporre un quantitativo minimo di prodotto.
Queste, nel restauro,
sono le più svariate (colla ossalica, colla di coniglio,
colla di pesce) e quella che viene usata maggiormente è la
colla forte prodotta dai cascami di animali (si trova anche sotto
il nome di "colla caravella")...
Sostanze che vengono
fatte penetrare allo stato fluido all'interno delle porosità
con lo scopo di ricostruire attraverso un procedimento di presa,
una struttura dotata di coesione.
Termine
che indica la rimozione di vernici, dorature o patinature dalla
superficie di un mobile per portare il legno al suo colore naturale
o alla pittura originale.
Diluente
Liquido che aggiunto
a una sostanza con cui risulta compatibile e miscibile (vernici,
adesivi, stucchi, resine in genere) ne dimiuisce la concentrazione,
senza però avere interazione chimica e innescare reazioni.
Segatura
fine accuratamente setacciata. Viene adoperata sia come supportante
per puliture, sia come carica, in aggiunta a colla forte o acrilica,
nella composizione di stucchi per manufatti lignei. Questi stucchi
producono una superficie meno levigata, ma hanno una compatibilità
e una resistenza superiore alle stuccature con gesso.
Gesso di B.
Gesso
di Bologna. E' la forma stabile del gesso. Può essere mescolato
a qualsiasi legante senza che ne alteri le caratteristiche. Nel
restauro lo si usa prevelentemente per comporre stucchi.
Scaglie da sciogliere
in alcool, capace di creare un sottilissimo strato di finitura lucidissima
e di grande effetto, ma estremamente delicato, basta molto poco
per rovinare la lucidatura.
Guanti
Da usare sempre durante
alcune fasi del restauro di un mobile. I guanti antiacidi vanno
sempre messi quando si usano prodotti corrosivi come la soda caustica
e gli sverniciatori, mentre quelli in lattice possono essere indossati
nei casi in cui si maneggiano prodotti come mordenti, cere, gommalacca,
vernici ed altro. Offrono una buona protezione ed evitano dei successivi
e fastidiosi lavaggi delle mani.
Per
impiallacciatura si intende l'incollaggio su una superficie lignea
di fogli, anch'essi lignei, chiamati piallacci. Questi fogli sono
molto fini (da 0.5mm a 2 mm) e nel caso di spessori più rilevanti
si parla di lastronatura.
Servono
per la tinteggiatura del legno. Ne esistono di varie gradazioni
di colore e si sciolgono in acqua calda, il più usato è
il mordente al noce, grani scuri che a seconda della concentrazione
con cui sono sciolti producono un colore più o meno scuro.
Morsetti
Le morse ed i morsetti
sono indispensabili in un laboratorio di restauro in quanto permettono
di serrare i vari pezzi durante le incollature e di tenere ferme
quelle parti su cui si deve agire per ritocchi, ecc. Ve ne sono
di diverse forme e grandezze ed è bene averne a disposizione
un certo numero per non dover incorrere in inutili attese...
Olio di lino
Di
semplice utilizzo, ma di notevole lentezza nell'applicazione viste
le diverse "mani" che occorre dare ed il notevole tempo
che intercorre tra queste per la lenta asciugatura dell'olio.
Paglietta
E'
un materiale abrasivo costituito da sottili filamenti di metallo.
E' reperibile in diverse misure contrassegnate generalmente da zeri
(da 1 a 4) e le pagliette 0000 (quattro zeri) sono le più
fini. Solitamente si usa per pulire, per rimuovere residui di vernici,
ecc. In particolare, quella più fine viene utilizzata per
lisciare le varie "mani" di gommalacca o di vernici.
Radica
E'
una porzione di tessuto legnoso situato nella parte bassa del tronco
da cui si dipartono le radici. E' considerata la parte più
pregiata dell'albero ed è ricercata per lavori di intarsio
e per la decorazione di numerosi oggetti. Viene ridotta in lastroni
ed applicata col metodo dell'impiallacciatura.
Importantissimo
elemento per il restauro di un mobile. Vi è lo stucco a gesso,
quello a cera, quello
a segatura ed a carbone. Normalmente si prepara mescolando della
colla vinilica con del gesso e della
polvere di legno, aggiungendo eventualmente della terra di Siena
o altro per ottenere una pasta di un colore il più vicino
possibile a quello del legno da trattare, mescolando il tutto con
dell'acqua al fine di ottenere la giusta densità.
E da tener presente che il colore dello stucco bagnato è
diverso da quello asciutto, è più scuro.
Trementina
Essenza
di trementina, derivata da alcune conifere. Principale diluente
per la preparazione della cera. Ottimo prodotto da usare per la pulitura
di un mobile (in modo particolare se era trattato a cera) se non
vi è la necessità di ricorrere a sistemi più
energici come sverniciatori e simili.
Utensili
In
un laboratorio di restauro gli utensili manuali in particolare e
quelli elettrici sono importantissimi. In pratica tra i manuali
possiamo annoverare quelli che sono in uso in un laboratorio
di falegnameria, mentre tra quelli elettrici sono indicati seghetti
alternativi, levigatrici, sega elettrica da traforo ed eventualmente
anche una piccola sega a nastro. A volte la necessità di
ricostruire determinate parti di un mobile fa sì che questi
elettroutensili si rivelino indispensabili.