La lucidatura altro non è che quell'operazione atta ad ottenere una superficie liscia, protetta e brillante. E ciò avviene utilizzando sia prodotti che creano uno strato sulla superficie del legno sia prodotti che abradono la superficie stessa in modo così da ottenere un velo omogeneo e riflettente. L'aspetto opaco normalmente è caratterizzato dalle microasperità della superficie del legno le quali disperdono la luce in tutte le direzioni.
E' importante per ottenere una buona lucidatura utilizzare prodotti che levigano la superficie rendendola liscia e prodotti che creano uno strato di finitura lucida. Tra i primi si possono annoverare le carte vetrate, le pagliette d'acciaio i turapori, mentre tra i secondi le cere, gli oli, le resine naturali e sintetiche.
Effettuato il primo passo, quello della levigatura della superficie da trattare, va preso in esame il tipo di lucidatura che si rende necessaria. Potremo desiderare una finitura soffusa, oppure una lucidatura a gommalacca, o ancora una lucidatura con prodotti sintetici che può essere effettuata sia a pennello che a spruzzo. In alcuni casi potrebbe essere indicata anche la laccatura.
Non sempre possiamo utilizzare un tipo di finitura al posto di un altro in quanto dobbiamo prendere in considerazione l'oggetto che dobbiamo trattare. Se abbiamo davanti una credenza rustica, mal si addice una lucidatura a gommalacca, mentre potremo optare per quella a cera. Se possediamo un cassettone intarsiato del 700 non useremo certo una finitura a cera né tantomeno una sintetica, ma sceglieremo una lucidatura a tampone con gommalacca. Se dovremo finire il tavolo di cucina potremo non optare per la cera, poco resistente, ma per l'utilizzo di un prodotto sintetico.
Quindi la lucidatura di un mobile è un'operazione che va fatta in modo consapevole, tenendo conto del manufatto che stiamo trattando, del suo valore e del suo uso. Inoltre, consideriamo che l'operazione di lucidatura è l'ultima della serie e come tale deve conferire al mobile quella bellezza e quello splendore che altrimenti non potrebbe avere.
Premetto che una laccatura perfetta o quasi, viene bene su un supporto che sia tipo mdf o qualcosa di simile, perché sul massello, nel tempo, si vedranno i segni del legno. Alcuni dicono di usare all'inizio un primer isolante catalizzato al 100%, ma di solito non lo usa nessuno di quelli che conosco, poi, se per esterno, ci sono vernici che si chiamano fondi finitura che si usano sia come prima mano che per seconda come finitura, se per interno, si usa un fondo specifico per laccare, poliuretanico sempre catalizzato, ce ne sono di diversi tipi via via sempre + coprenti, alcuni sono impressionanti, sembrano stucco liquido. Dopo il solito giorno di asciugatura si carteggia con carta fine, di solito si stuccano i difetti che vengono messi in risalto dal fondo, e poi sarebbe meglio dare una seconda mano di fondo che va anch'essa carteggiata quando è asciutta. A questo punto non resta che dare l'ultima mano di finitura e se non c'è polvere, o moschini che girano o pilucchi degli indumenti che si indossano, il risultato sarà ottimo. Il massimo della copertura e della durezza come fondo per laccare sarebbe la vernice al poliestere, perché ha un residuo secco elevatissimo, quindi quello che si vede bagnato è quasi tutto anche nel secco, solo che è un po' laboriosa e pericolosa perché ha questi componenti che sono la resina, l'accelerante, il catalizzatore ed in fine l'acetone puro come diluente. Quando si vernicia in piano, è meglio mettere i pezzi ad asciugare su un cavalletto in cui nel ripiano superiore sia stato appoggiato un pannello al fine di proteggere meglio dalla polvere i pezzi sottostanti. Per evitare che il bianco nel tempo diventi giallastro, bisogna usare il catalizzatore.