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La gommalacca
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E' necessario spendere due parole sulla gommalacca,
usata dai primi artigiani ed ancora oggi considerata un ottimo materiale
per la finitura a specchio di un mobile.
Questa si trova in commercio in leggerissime scaglie bruno ambrate
che vanno sciolte in alcool.
Normalmente la gommalacca andrebbe usata a tampone per chiudere i pori
del legno e per la successiva lucidatura, ma può essere
utilizzata anche a pennello (qualcuno bestemmierà...!), magari
in quantità più concentrata (300 gr per litro di alcool).
Diciamo che in linea di massima può ritenersi giusta una concentrazione
di 100 gr di gommalacca per un litro di alcool. Noi non siamo verniciatori
o restauratori professionisti che a seconda delle varie fasi di finitura
di un mobile usano il prodotto più o meno concentrato...!
Mettiamo 100 gr di gommalacca in un recipiente di vetro (un barattolo)
che abbia la chiusura ermetica, aggiungiamo un litro di alcool, mescoliamo
un po' e lasciamo stare per un giorno intero.
Poi riagitiamo e siamo pronti per usarla. A dire il vero andrebbe
fatta un'altra operazione: a volte la gommalacca non è purissima
e lascia dei residui dopo il suo scioglimento, per cui andrebbe filtrata,
pertanto potete prendere una garza o una vecchia calza da donna e
filtrare il tutto in un altro barattolo.
Essa può essere usata semplicemente per conferire un colore più
caldo al manufatto che stiamo trattando, senza troppe pretese. Oppure
può essere usata come turapori in concomitanza a della polvere
di pomice (una polvere finissima e bianca). Per far ciò bisogna
realizzare un tampone che è costituito da un tessuto (lino)
dentro ad un altro (cotone) opportunamente piegato a mo' di sacchetto.
Al posto del lino si può usare anche il cotone, ma si indurisce
prima.
Allora, si versano alcune gocce di gommalacca nel tessuto interno del
tampone, questo deve essere umido, ma non deve gocciolare; poi
si cosparge il piano da trattare con la polvere di pomice e si
comincia a strofinare con movimenti rotatori anche perpendicolarmente
alle venature, poi si pulisce il piano con un panno asciutto e si ricomincia.
Direi che dopo due o tre volte che avete fatto ginnastica vi trovate davanti
un piano di legno così liscio che se vi appoggiaste scivolereste
subito via!
Devo dire che io ho provato ad effettuare questa operazione con della
polvere di legno presa dalla mia levigatrice elettrica, nel sacchetto
di raccolta si forma una quantità incredibile di polvere finissima
e pericolosissima per i nostri polmoni! Ho fatto una prova con il tampone
di gommalacca ed il risultato è stato veramente molto buono!
Fatto questo potete lucidare il mobile come volete, ma a questo punto
non converrebbe lucidarlo direttamente a gommalacca...?
E qui la cosa si fa difficile nel senso che
la lucidatura a gommalacca deve essere stata fatta tante volte
e capita affinché si possa dire di essere dei bravi lucidatori
a gommalacca.
Il fatto è che un piano lucidato a gommalacca è come uno
specchio, liscio e brillante come non avete mai visto, ma questa
bellezza comporta un lavoro non indifferente. Vi spiego in due parole
come procedere.
Avete sempre il tampone, ricordate...? Bene, cominciate a tamponare con
movimenti circolari oppure lungovena oppure ad otto il piano che state
trattando. SIATE VELOCI E NON SOFFERMATEVI MAI! Non state lì a
pensare! Via, veloci, decisi, senza fare troppa forza ed uscite dai bordi
del piano. Potete ricominciare poi con una seconda mano appena la prima
è asciutta, tanto dovrete attendere poco.... Questa volta fate
un altro movimento, sempre veloci e col tampone umido.
Pian piano i vari strati di gommalacca che creerete formeranno un unico
strato lucente e brillante.
Ma, come vi ho detto, è bene che facciate esperienza prima su qualche
pezzo di legno di prova...!
Altre info sulla gommalacca le potete trovare nella parte relativa al Restauro della sezione "Q and A".
La foto a sinistra mostra una superficie di legno di gattice, è un
legno abbastanza compatto, ma non troppo, per cui prima di una lucidatura
va levigato e vanno chiusi i pori.
A destra potete vedere lo stesso legno di gattice dopo una levigatura, una
chiusura dei pori con tampone di gommalacca ed una lucidatura a gommalacca.
Mi sembra che l'effetto sia notevole, anche se la foto sminuisce molto la
realtà.
Peccato che non possiate sentire al tatto la superficie lucidata, è
un po' come se toccaste un vetro... a temperatura ambiente...!