Inviato da Jungleland - Sto facendo una piccola libreria in abete e tiglio e vorrei finirla color noce scuro per abbinarla agli stipiti delle porte che sono di quel colore e vorrei sapere quali sono i passaggi. Su una rivista ho letto di colorare con un mordente all'acqua color noce, poi passare con il turapori (immagino trasparente) e poi passare la cera, e' tutto corretto? Occorre fare altro? Quante mani di ognuno occorrono? Il turapori deve essere anche lui all'acqua o vanno tutti bene dopo quel mordente? L'eventuale stucco per le imperfezioni immagino debba essere gia' color noce, giusto? Con questo modo si puo' ottenere un mobile sufficientemente bello (vorrei che fosse il piu' possibile simile). - Come mai mi consigli un impregnante per esterni, per un mobile da interni? - Potresti indicarmi qualche marca di fondo poliuretanico, purtroppo non l'ho mai usato prima. - Da un punto di vista estetico cosa cambia tra un impregnante color noce ed una tinta all'acqua?

(Giuseppe) Approfitto per chiedere: perche' sento sempre parlare di turapori...? E' davvero indispensabile...? Non se ne puo' fare a meno...? E' se questi benedetti pori non si "turano" cosa succedera' mai...? Scusate, ma pare che il turapori debba sempre far parte della valigetta del perfetto verniciatore...!

(Marco) Vorrei collegarmi al discorso di tingere i legni chiari tipo abete si usano icolori al'acqua oppure quelli già pronti nelle varie colorazioni tipo max maier , e quali sono i migliori?

(Gimmi) Ho già sperimentato il ciclo ke descrivi tu, di solito si usa quando non si ha tempo, oppure su qualke mobile antico (ma non troppo) per prima cosa devi dare la tinta, allungata in acqua, ma trattandosi di abete, se non vuoi sollevare troppo la venatura del legno puoi usare anke un'impregnante tinto noce sintetico per esterni. la prima va stesa in modo da bagnare abbastanza il legno e poi va asciugata per uniformala, la seconda invece va tirata bene con il pennello, potresti usarla anke come quella all'acqua, ma siccome è + lenta non ti makkia quindi è inutile sprecarla. Se usi l'impregnante come tinta, avrai un legno + liscio, carteggerai di meno il fondo e userai meno vernice. Dopo un giorno se usi acqua e dopo 2 o 3 se usi impregnante, puoi dare la prima mano di fondo poliuretanico o nitro, dopo un giorno carteggi con carta fine, e siccome userai la cera per finitura, è meglio se ne dai un'altra mano, carteggi anke questa con carta ancora + fine tipo 240 280 320 e poi stendi la cera sia liquida o in pasta, con un panno morbido, di solito ha anke un buon profumo, lasci asciugare e hai finito. La durezza superficiale della cera non è come quella della finitura poliuretanica, ma puoi sempre passarne un'altra mano quando vedi ke incomincia a rovinarsi. Il tipo di finitura ke avrai sarà meno "industriale", ma se le tue porte sono antike è meglio così, inoltre con questo sistema si evita ke la polvere di verniciatura dell'ultima mano, vada a sporcare il lato sotto del pannello precedentemente finito.

.....impregnanti da interno non ne esistono... ti ho consigliato l'impregnante sintetico, perké trattandosi di abete, se non 6 molto esperto è un legno ke beve molto e con la tinta ad acqua la venatura del legno si solleva tanto ed ottieni una finitura + rustica, per evitare questo sollevamento delle fibre, si potrebbe anke usare della tinta concentrata diluita con diluente nitro o poliuretanico, ma siccome questi diluenti sono veloci, al contrario del sintetico, ti darebbero poco tempo per sternderla e risulta difficile ottenere un colore uniforme. se fai una prova su 2 piccoli campioni, uno con la tinta ad acqua e l'altro con l'impregnante sintetico, dopo la prima mano di fondo vedrai subito una grande differenza a livello di finitura prima di carteggiare, il primo sarà molto ruvido, il secondo sembrerà già quasi finito. Qualsiasi marca di vernici per legno professionali ha diversi tipi di fondo e finiture, ti posso indicare la sayerlak, la cap, la ilva polimeri, la ica, la akzo nobel. Da un punto di vista estetico, la tinta ad acqua è + pura e trasparente, quella ad olio sembra un pò + grezza, con quella ad acqua devi ricordarti le dosi, mentre con l'impregnante, basta ke scegli la tonalità ke vuoi e la trovi già pronta all'uso, anke in latte da litro.

Per giuseppe: il turapori (fondo) serve per kiudere il poro nel caso si voglia ottenere una finitura tipo "vetro" ma + ke altro è indispensabile per irrigidire il pelo del legno ke va poi tagliato carteggiando, se no otterresti una superfice ruvida, nel caso fosse finita con vernici dure tipo poliuretanike nitro ecc. forse con la cera, se il legno è superifinito con carte finissime, puoi anke evitare di usare il fondo perké la finitura è morbida e il pelo del legno non pungerebbe in quanto non rigido.

(gluca) Vorrei fare una precisazione: a parte che esistono tutta una serie di prodotti all'acqua e a solvente pennellabili che nulla hanno a che spartire con gli impregnanti (per fortuna), ritengo utile fare una piccola dicotomia. Parliamo di impregnanti quando si utilizzano prodotti che per loro natura e per esigenza dell'utilizzatore devono impregnare il legno al fine di proteggerlo. Parliamo di tinte per interni quando l'esigenza è la sola "nobilitazione". L'effetto estetico è poi talmente differente da non poter neppure accostare le due famiglie. Se applicate un impregnante "verde bosco" su conifera noterete un effetto tipo...verde a strisce gialle (passatemi l'esagerazione) che ben figura su di un infisso ma che in casa per una mensola o peggio per una credenza è oscena. Se invecie applicate un tinta, parlando di conifera penso anche alle "positive" della rosner o quelle dell'arti o quelle di adler austria, beh, l'effetto sarà non solo gradevole ma sensato. Del resto a cosa serve proteggere un mobile per interni da muffe blu o farfalline con il solo vantaggio di portarmi in casa pericolosi additivi.

(Gimmi) E' vero ke la tinta ad acqua è quella ke ci vuole per un mobile da interno, ma questo è facile per ki lo fa di mestiere, o per ki ha un pò di esperienza, se esageri con l'acqua, riski di far gonfiare tutto, di scollare i bordi e di rovinare un lavoro fatto bene, per questo ho consigliato l'impregnante sintetico anke se non sarebbe proprio la cosa giusta, non certo per proteggere da muffe o farfalline, ke all'interno sarebbero poco probabili. Credo ke il tiglio con la stessa tinta risulti + scuro dell'abete, fai una prova ed eventualmente sul tiglio dai la stessa tinta un pò allungata.