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Spedito da Michele - Mettendo in ordine il mio laboratorio ho trovato alcune pietre per affilatura comprate diversi anni fa e dimenticate senza averle mai usate. Sono tutte a grana fine ma, tranne una di cui ho conservato anche lo scatolo sulla quale è specificato " water stone grit 6000", non riesco a capire se queste vanno usate con acqua o con olio o indifferentemente. Qual'è il principio o la regola per la quale si deve usare l'acqua o l'olio? Cosa succede se non si usa il lubrificante giusto? Nel caso di "oil stone" che tipo di olio si deve usare? Mio nonno e mio padre usavano dare della nafta e i ferri erano sempre affilatissimi. L'affilatura è cosa importante è tutti abbiamo un nostro collaudato metodo pratico, ma è bene sapere anche un pò di teoria se non altro per non rimanere ignoranti. |
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(Andrea A.) Un libro molto interessante sul tema e' " The complete guide to sharpening" di Leonard Lee, B.T. Batsford Books , dove c'e' tutta la teoria che serve e forse anche di piu'. La pietra Water 6000 e' probabilmente una pietra " ricostruita" giapponese ad acqua di grana fine; su puo' usare solo dopo averla immersa per qualche ora in acqua ed usando sempre acqua (c'e chi dice di aggiungere un po' di sapone..) durante la affilatura. Da' risultati ottimi e nella mia esperienza e' molto superiore a quelle ad olio ma qui entriamo nel personale, ognuno ha i suoi gusti. Non so cosa succeda usandola con oli, credo che gli effetti siano due: il primo e' che i leganti della pietra si sciolgono ed il secondo e' che i microresidui di affilatura non vengono portati via per cui la pietra smette di tagliare, Non so pero' se si tratta di un processo reversibile; in ogni caso se la usi dovresti procurartene una di grana 3000 per il lavoro piu' grosso ed usare la 6000 per il filo finale. Se la superficie non e' pari si puo' squadrare facilmente su una superficie di cristallo bagnata con acqua su cui e' appoggiato un foglio di carta vetrata; il foglio e' tenuto fermo dallo strato di acqua stesso ed in qualche minuto la superficie torna pari. Ci sono anche altre pietre ad acqua, come le arkansas e le giapponesi "naturali" , cioe' pezzi di pietra lavica opportunamente lavorati che sono il massimo come efficacia e come prezzo, io non le ho mai usate ma ho letto commenti entusiastici; un pietra come la tua costa circa 25 €, una giapponese naturale puo arrivare a 250 se non 500 € a seconda delle dimensioni. Delle pietre a olio so poco se non quello che ho imparato usandole; si usa un olio leggero (ce ne sono di apposta ma c'è chi mescola cherosene e vasellina al 50%, lo scopo e' di togliere i residui e scoprire sempre pietra nuova). Una volta provata una pietra ad acqua pero' non c'e piu' stata storia: lavoro piu' rapido, niente macchie d'olio sul legno e su mani e vestiti, niente puzza, pulizia rapida degli attrezzi. In genere nelle pietre ad acqua c'e' scritto sopra. Posso anche dire che tutte le pietre ad acqua che mi sono capitate in mano erano liscie al tatto ed erano poco porose; viceversa quelle ad olio erano porose e della ruvidita' simile a quella delle mole per smerigliatrici da banco. Lavorando, le pietre ad acqua producono una specie di "fango" che e' poi la superficie della pietra che viene rimossa dallo sfregamento, quelle ad olio, anche se usate per sbaglio ad acqua, danno un materiale meno denso . Non posso pero' certo dire che siano regole generali ma forse ti saranno utili. (Giacomo M.) Io prediligo l'affilatura ad acqua, sia per i risultati che per la difficoltà di trovare olii giusti. Gli utensili che affilo più spesso sono le sgorbie. Appena comprate sono senza filo per cui le lavoro un poco alla mola a secco. Ovviamente sto ultraattento a non stemperare. Poi passo alle lavorazioni su pietra mano. Per ultimo pulisco e lucido il filo con pasta da carrozzieri su un pezzo di cuoio. Il risultato è eccellente e migliora se hai più tempo da dedicarci. Le mie pietre sono veramente eterogenee, certo mi piacerebbe avere pietre giapponesi ed altro ma onestamente quei soldi preferisco spenderli in qualcos'altro. (Michele A.) L'affilatura degli utensili è quasi una religione, oltre che un argomento affascinante e vastissimo: quanto alle tue domande: con le pietre ad olio (OIL Stones, appunto), si usa un misto di olio da macchina leggero e paraffina, o olio leggero, o anche olio minerale, a seconda dei gusti e degli acciai. Le pietre ad acqua (WATHER stones) si usano solo dopo previa immersione in acqua non calcarea per almeno mezz'ora, e , come le olio, si lavora sull'umido, per permettere il galleggiamento sulla superfice delle microparticelle di metallo, che se no intasano la pietra e segnano i taglienti. Ci sono pietre artificiali che si possono usare ad acqua come ad olio, ma non puoi più usare l'acqua se hai usato olio anche solo una volta (processo di esterificazione). Ma puoi fare viceversa. Poi gli affilatori tradizionali giapponesi, nel periodo Edo, sigillavano il laboratrio, prima di iniziare il processo dell'affilatura della katana, e disponevano appositi simulacri Shinto ai suoi accessi: espellendo le forze maligne la lama veniva meglio. Io non ho ancora provato, temo il ricovero in psichiatria: girano tanti ignoranti! |