Spedito da BILI-CELLE LIGURE - Devo fare una porta esterna di buone dimensioni (circa 130 cm di larghezza, 240 cm di altezza almeno 70 mm di spessore). La porta è esposta sia al sole che alla pioggia. Ho in mente tre essenze: Rovere, Castagno ed Olmo, quale delle tre è la più durevole?

(Gimmi) Come consistenza, di sicuro meglio il rovere, ma è anke il + pesante cosa, il peso, ke può giocare a sfavore della tenuta della colla (a volte) con qualke cedimento dell'anta con relativo strisciare in punta. Per la resistenza all'umido, il castagno è famoso, ma ha il guaio ke se si bagna lascia andare il tannino ke sporca di nero. Dell'olmo, ne sono innamorato, ma purtroppo non ho mai avuto l'occasione di lavorarlo, ne ho visto una volta su un camion ke mi ha consegnato del legname, un pacco ke era una favola. 2 anni fa ho fatto una porta in castagno tinto noce, spessore 68 misura larghezza anta 65 cm, finora non è successo niente. Ma è abbastanza riparata.

(Carlo) Io userei il castagno costa meno del rovere ed è molto bello. Ne ho fatto uno di recente che è andato in posa la settimana scorsa. Comunque sia la rovere che il castagno sono in classe 2 come durabilità naturale la classe max è la 1 e la sola essenza europea in classe 1 è la robinia. Insomma sia la rovere che il castagno sono molto durevoli l'olmo non ricordo la classe ma è al max discretamente durevole. Comunque queste classificazioni non significano granché perché un bel serramento non deve solo non marcire ma deve mantenere il suo aspetto cioè non sverniciarsi etc e per far questo occorre una buona tecnica costruttiva e buoni trattamenti. Alcuni punti fondamentali: evitare la possibilità di ristagni di acqua realizzando elementi inclinati (mi riferisco ai traversi poi per ovvi motivi profili con la stessa inclinazione pure i montanti). Nei portoni evitare di usare cornici esterne riportate ma ricavarle o se difficile farne a meno. Evitare spigoli vivi bensì stondare tutti gli spigoli in modo che il film della vernice sia omogeneo senza schivature e punti da cui puo iniziare il distacco. Usare tecniche di assemblaggio che proteggano le teste (è per questo motivo che nelle finestre il telaio ha il traverso a tutta larghezza) e prestare massima cura alla loro impregnazione e protezione. Poi usa ovviamente colle idonee (almeno b3/d3 meglio b4/d4). Veniamo alla verniciatura: quello che ho fatto in castagno l'ho prima impregnato con il trasparente e poi con il tinta noce così è venuto un bel tinta noce non eccessivamente coprente e scuro. Dopo l'impregnante apposito fondo isolante e riempitivo perché le latifoglie hanno vena profonda per cui se le vernici direttamente il film della finitura non è ovunque continuo. Usa prodotti idonei per latifoglie che hanno estrattivi e tannino. Occhio poi a come realizzerai la tenuta sotto per impedire che entri l'acqua durante i temporali ci sono buone gigliottine ma la battuta sotto è ineguagliabile c'è poi l'altro sistema di soglia con scalino ghigliottina e gocciolatoio che scarica oltre il gradino che scende verso l' ext ma all'interno è a filo delle mattonelle per cui non ci sono inciampi possibili. Poi per manutenzione dai il primo anno l' apposito ravvivante per vernici esterne della sayerlack (si straccia si fà presto) e poi un anno si e uno no (ma lo puoi dare tutti gli anni io sui miei serramenti vedo comunque che l' anno dopo che l' hai dato c'è ancora per cui faccio uno si e uno no).

(Michele A.) Solo un'indicazione sull'olmo (La canzone della Gialappa's non c'entra): a me piace molto, con le sue venature contorte, e quando lo trovo ne lavoro, ma tieni presente che è un legno molto nervoso in opera, e se resiste in modo indefinito in costante immersione (chessò, i pali di argine del ponte di Rialto a Venezia sono di olmo vecchio di 500 anni...) in condizioni di secco-umido, proprio perché nervoso non è proprio il massimo.