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Spedito da Adele - Ho acquistato alcuni mobili al naturale (c'era un venditore nella galleria di un iper), sono fatti in tulipier e tanganika e non sono verniciati. Dal forum ho letto come si dà la gommalacca, vorrei sapere se è poi una finitura durevole o se è delicata o se si vedono le impronte perché mi par di capire che sia molto lucida. Che differenze ci sono rispetto alla finitura a cera che mi pare di capire sia anche questa tipica dei mobili di una volta. Insomma ditemi le caratteristiche e le diff. dei due tipi di finitura. L' alcool per la gomma lacca va bene quello che vendono nei negozi per pulire o devo prendere quello che si usa per fare il nocino? E poi le istruzioni di questo sito le condividi posso procedere così? Come si fà a farla piu o meno lucida? Posso usare un volgare turapori prima della gommalacca? Ho visto dei preparati di gommalacca già pronta è possibile? Per tingere che tinte conviene usare? |
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(Michele A.) Fra le piu' apprezzate e note finiture tradizionali da interni figurano quelle da te nominate: la finitura a cera, o encausto, che lascia la superfice piacevolmente opaca e rustica. I suoi difetti sono la non totale protezione, causa parziale permeabilità ad alcune sostanze, del legno sottostante, e il fatto che "ci si vedono le ditate" come dicevi tu, (ma questo per chi la ama non è un difetto e comunque passando uno straccio si risolve..). Quindi la manutenzione è facilissima. Cosa che non si puo' dire della gommalacca, che però è senza dubbio alcuno la finitura più bella immaginabile per il legno: lucida o meno a scelta dell'applicatore, dona risalto alla vena e luminosità e calore. Ma non sopporta alte temperature (pentole) e umidità (gocce, bicchieri). E' una finitura di origine animale, mediamente costosa e molto pregiata se applicata a tampone. Poi c'è la via di mezzo: gommalacca sotto e cera sopra: la mezzacera. Per tingere prima della gommalacca puoi usare i mordenti: quelli ad acqua sono più facili da uniformare in caso di errori, quelli ad alcool però non alzano il pelo del legno, non costringendo a carteggiare con carte vetrate finissime prima della finitura . Condivido il metodo applicativo di questo sito: se è la prima volta la darei comunque a pennello, facendo qualche prova magari sul retro dei mobili, e non lesinerei sulla qualità del pennello. Sì, le gommalacche le vendono (non ottime e care) già pronte. Se no devi usare alcool etilico puro per sciogliere le scaglie. Oggi il cosidetto alcool denaturato non è piu' nemmeno cugino dell'alcool e spesso rovina tutto. Niente turapori strano sotto la gommalacca: si da la stessa più densa, se del caso con pomice bruciata in padella, ma con mobili nuovi e di produzione industriale, nei legni compatti di cui parlavi non ce ne dovrebbe essere bisogno... Applica ad almeno 20 gradi e in luogo non umido. (Pino) Per la preparazione della gommalacca è necessario alcool etilico con minimo di 94° (va benissimo il denaturato, quindi quello colorato in rosso che costa meno, l'importante è la gradazione che deve essere uguale o meglio ancora superiore a 94°). Come turapori esistono in commercio turapori preparati per la lucidatura a gommalacca. Il sistema tradizionale, che io uso in modo esclusivo, prevede l'uso della pomice finissima, con gommalacca molto diluita e tampone. La pomice deve essere annerita in padella per evitare che dopo qualche tempo affiori nei punti più difficili e rovini la finitura con il suo aspetto biancastro. Si strofina alla noia con il tampone imbevuto cospargendo con poca pomice per volta la superficie. E' bene fare due o tre passate intervallate da un giorno. Alla fine la superficie deve risultare pulita dai residui e compatta e il legno deve apparire perfettamente liscio. Per il resto segui le istruzioni del sito: parti con gommalacca più densa e diluisci. Lascia riposare il mobile più che puoi tra una passata e l'altra. Per tingere il mobile è bene usare mordenti ad acqua, ovviamente prima di turare i pori e iniziare la lucidatura. Scalda un po' l'acqua, usa preferibilmente una spugna, carteggia con mano leggera dopo la prima passata. (Michele A.) Il denaturato ad alta gradazione che usi tu non ti dovrebbe dare problemi di sorta: però quello che si trova nei supermercati, e che io incautamente usavo tempo fa, contiene a volte sostanze usate per adulterarlo a fini comerciali, che impediscono il corretto attecchimento della lacca al legno: resta molle a distanza di ore: un incubo. Dopo due-tre avvenimenti del tipo (in un caso addirittura l'"alcool" non scioglieva bene le scaglie...) mi hanno informato i miei fornitori che era successo a molti lucidatori in città, e da allora...non uso più denaturato, di qualsivoglia genere: adulterare quello a scopo alimentare avrebbe conseguenze così serie da augurarsi che non lo facciano. (Max) L'alcool denaturato viene denaturato perché non possa essere utilizzato a fini alimentari per le tasse esorbitanti presenti sulle bevande alcooliche, l'alcool alimentare essendo soggetto a queste tasse ovviamente non viene ritoccato in alcun modo. Problemi con l'alcool da pulizia non ne ho mai avuti, anche perché dopo le prime prove sono passato a distillare l'alcool denaturato per aumentarne la gradazione. Non so se abbia dei vantaggi, ma qualcuno tempo fa qui sul forum consigliava alcool a 99 gradi mi pare. (Stefano) Per quanto ne so io, uno dei problemi e' legato all'acqua contenuta nell'alcool, anche in percentuali minime: impedisce di raggiungere una buona lucentezza. Un buon libro sull'argomento e' edito da Hoepli, e' un manualetto (si fa per dire, piu' di 600 pagine) scritto da Antonio Turco "Coloritura, verniciatura, e laccatura del legno" 28.000 lire. |