![]()
| Spedito da Vanes - Se qualcuno è interessato si potrebbe aprire una discussione sulle colle animali e in particolare sulla colla da falegname. Propongo una possibile introduzione . Le colle animali sono essenzialmente tre: 1) di ossa (detta anche forte, caravella, quadrone, in perle, da falegname); 2) di pesce; 3) di coniglio. La colla di ossa si usa in falegnameria per tutti gli incollaggi di tenuta (incastri, impiallacciarture ecc.). La colla di pesce si usa per la preparazione del bolo per doratura, smalti, gelatine (anche alimentari), intonaci vari. La colla di coniglio (o meglio di pelle di coniglio) si usa per la preparazione di intonaci, stucchi, supporti per dorature, apretti ecc. La colla di ossa si ottiene dalla bollitura delle ossa e residui vari animali (ma non le pelli) e si trova in commercio sottoforma di perline, scaglie, pani a forma di parallelepipedo. Si usa e prepara con l'apposita pentola che può essere di ghisa, di rame (a mio avviso la migliore) o di alluminio. Si prepara mettendola in ammollo per 10-12 ore in acqua in percentuale 50-50 per incollaggi forti, 50 colla 75 circa acqua per incollaggi di impiallacciature. Si cuoce per circa 30 minuti (naturalmente a bagnomaria) avendo cura di mescolare sempre e lentamente per non far entrare aria. Durante questa operazione non si deve mai formare schiuma in superficie (la colla in questo caso perderebbe molto potere adesivo). La colla è pronta quando si sono sciolti tutti i grumi e se si immerge il pennello e poi lo si estrae la si vede colare come farebbe l'olio: una colata continua senza interruzioni. Per ottenere un risultato migliore le superfici da incollare si devono rabuffare e scaldare (un phon o sverniciatore a aria, risolve quasi tutti i problemi). Io di solito scaldo prima tute e due le superfici, metto la colla in una, riscaldo l'altra e metto in contatto il più velocemente possibile. Come si potrebbe continuare? |
|
(Michele) Aderisco con piacere all'idea di Vanes di parlare di colla animale, credo infati che, a parte la fame di tempo che tutti ci attanaglia, si sia dimenticata nell'uso a favore di sintetici, soprattutto per la migliore tenuta di questi... nei conti in banca di loro produttori. Ho poco da aggiungere, salvo che io da qualche tempo, controllo, con un semplice termometro da cucina modificato (L.11.000), la temperatura della colla in cottura. Se sale, come noto, sopra i 65 gradi (che sarebbe la temperautura ideale d'applicazione) si ledono i legami proteici che la fanno lavorare. Vi assicuro che poi una semplice immersione del termometro nell'acqua calda basta a pulirlo, quindi... niente aggravi di tempo. E, ovvio, importante la qualità della materia prima ma qui ci dobbiamo fidare dei fornitori, e anche usare solo acqua pulita ha la sua parte... Veniamo alla tenuta, il dubbio di Enrico, e anche mio, tempo fa: solo le migliori (e costose, sulle 30.000/Kg) viniliche possono fare altrettanto, ovvio, però, che la nostra teme acqua e calore. Io, a parte scaldare attorno ai 20 gradi il laboratorio, appendo a delle catene le assi sopra la pentola, per riscaldarle. Se, poi, qualcuno sa come è influenzata la tenuta dall'ambiente di maturazione del giunto incollato (temperature, umidità) mi fa felice a dirlo. Ah, i tempi di morsa doverbbero essere almeno 24 ore, ma la massima caricabilità la raggiunge solo dopo 3 giorni, un po' come un'epossidica. Ingolfa anche meno la carta vetrata, e si pulisce con l'acqua calda, non macchia per la mordenzatura... e costa poco. Cosa si vuole di più? Solo, facendo un giunto molto duro, è fragile alle sollecitazioni secche tangenti la linea d'incollaggio: da qui il motivo di sviluppo di tutti gli incastri della falegnameria tradizionale: per evitarle questa sollecitazione. E fatto tutto ciò sappiamo già che i mobili della tomba di Toutankamun (o come altro si scrive) sono ancora ben saldi..... (Vanes) Un modo semplice anche se empirico per stabilire la qualità della colla caravella consiste nel valutarne la trasparenza, la quantità di acqua che assorbe durante l'ammollo e la rapidità con cui questo avviene (maggiori sono meglio è). Io credo anche che non bisogna riscaldarla troppe volte e non farla invecchiare una volta cotta. Se volete apprezzare un vantaggio che offre, provate a fare impiallacciature su superfici curve (anche molto accentuate). Con questa colla è possibile eseguire lavori complessi (es. intarsi) con impiallacciature spesse un millimetro senza usare morsetti o controfome anche su curve. Se si devono eseguire delle marquetteries (anche su supporti tipo truciolati o compensati) i vantaggi sono enormi: personalmente ne ho eseguiti alcuni una ventina di anni fa e sono intatti a differenza di altri eseguiti con vinilica. Inoltre se negli interstizi rimane qualche residuo essa non si nota a differenza delle altre. Inoltre consente di unire elementi anche non perfettamente combacianti. Infatti gli elementi realizzati manualmente non sono precisi come quelli delle macchine, ma proprio questa "tolleranza" consente al prodotto finito di muoversi e adattarsi ai cambiamenti climatici. In caso di bisogno la reversibilità di questa colla consente interventi di modifica (quando si sbaglia) o di manutenzione (operazioni impossibili con le altre colle). |