Spedito da Michele Araldi - Ciao a tutti, La chiacchierata virtuale di questa sera sulle colle, mi ha fatto tornare in mente un vecchio dubbio: sappiamo a che temperature si devono lasciar fare presa le varie colle in commercio, spesso è anzi indicato sulle confezioni, ma la colla tradizionale animale? Prende meglio se applicata, alla temperatura di volta in volta necessaria, a pezzi caldi, e questo si sa, ma come reagisce, in morsa, alla temperatura e umidità ambientali? Il freddo potrebbe peggiorare le prestazioni finali?

(Andrea) Sono perfettamente d'accordo anche se sono un po' meno radicale, nel senso che secondo me, nel mio campo di attivita', che e' la liuteria hobbistica e aggiungerei anche avanzata, ci sono in alcuni casi le premesse per usare colle diverse da quella animale, basta sapere cosa si vuole fare e a che prezzo. Detto questo vorrei chiedervi se voi conoscete qualcuno che venda la colla animale sapendo quello che fa; io sono riuscito a trovare almeno tre tipi di colla (quella da liutai, a scaglie chiare, quella da artisti, a palline chiare, e quella da falegname, a palline scure e piu' puzzolente) ma nessuno sa cosa vende, che caratteristiche ha e che differenze ci sono con gli altri tipi.

(Vanes) Personalmente penso che le colle animali sono state sostituite dalle altre perché la loro applicazione è generalmente più complicata, il loro campo di applicazione è più limitato, perché le tecniche costruttive sono completamente cambiate con l'avvento della meccanizzazione e perché i tempi di lavoro si sono comunque ristretti. Tuttavia secondo me ancora oggi offrono incredibili vantaggi se applicate in modo appropriato e sono logicamente insostituibili nel restauro. Per quanto riguarda le condizioni generali di applicazione (temperatura e umidità dei luoghi di lavoro) oggi sono sicuramente molto migliorate rispetto a ciò che si poteva avere in epoche passate. Con questo voglio dire che quando si lavora in un ambiente normalmente riscaldato e con umidità accettabili per l'operatore, le colle rendono quanto serve. Quello che secondo me è veramente importante è la corretta tecnica di applicazione secondo i vari casi; inoltre bisogna usare attrezzi puliti e materiali buoni in particolare per la colla di ossa. Per ritornare su un dubbio che avevi sulla tenuta di questa colla qualche tempo fa, io penso che quando due pezzi di legno sono incollati correttamente l'unione realizzata sarà sempre più forte della fibra del legno per cui se ci sarà una rottura questa non si verificherà mai sull'unione, ma accanto. Perciò è perfettamente inutile avere una colla che resiste a chissà quanti quintali per centimetro quadrato per incollare per esempio l'antina di una credenza e così per le colle ignifughe, idrorepellenti, poliuretaniche, epossidiche, cianoacriliche, ureiche e tutte le stronzate che raccontano i venditori per rifilare prodotti costosissimi che possono avere impiego solo in campi o condizioni speciali. Che senso ha usare queste colle se magari il legno o la tecnica utilizzata sono di qualità non adeguata o se un mobile una volta finito viene collocato vicino a un radiatore, dietro il vetro di una finestra dove batte il sole o in un appartamento con il riscaldamento acceso per sette mesi all'anno a 20 gradi? La storia in questo caso ci conforta: nei secoli passati sono stati realizzati dei veri capolavori di ebanisteria senza usare le macchine, in ambienti che non avevano l'illuminazione elettrica e con l'impiego di colle animali.